La variabilità clinica e la multifocalità del tumore prostatico rendono difficile prevedere con precisione l'evoluzione della malattia. Grazie a un approccio interdisciplinare innovativo un gruppo di ricercatrici e ricercatori, col sostegno decisivo della Fondazione AIRC, ha affrontato questa sfida. A partire da un'unica biopsia sembra possibile identificare nell'analisi dell'organizzazione tridimensionale del DNA nel nucleo cellulare, una chiave che potrebbe permettere di distinguere i casi di tumore alla prostata a basso rischio da quelli ad alto rischio. I risultati, se saranno ulteriormente validati in studi preclinici e clinici, potrebbero aiutare a guidare decisioni per terapie più precise e mirate.
I dati raccolti sono stati da poco pubblicati sulla rivista Nature Communications. La ricerca è stata coordinata da Chiara Lanzuolo e Francesco Ferrari de ITB-CNR, ed è frutto della collaborazione con IFOM (Istituto AIRC di Oncologia Molecolare), INGM (Istituto Nazionale di Genetica Molecolare) e ospedale IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.